Nel bosco di cerri. La natura che insegna e cresce
Nel bosco di cerri, Vittorio e Sibilla, imparano a far parte di ciò che nasce grande e stupefacente.
Camminano adattando il passo al terreno soffice, appoggiando le mani ai tronchi per aiutarsi a salire.
Osservano con il respiro, con lo sguardo, col battito, e intanto lasciano che le emozioni trovino posto,
come se il bosco avesse spazio anche per loro.
Qui la fretta non esiste, ogni cosa ha il suo tempo per apparire e la sua cura per mostrarsi unica:
ogni fungo affiora dalle tonalità ovattate della stagione, la mente si libera del superfluo e resta
soltanto ciò che vibra nel sottobosco.
Poi arriva la pioggia, le gocce immillano tra gli alberi e le piante selvatiche; profumi si mescolano
alla terra bagnata, i muschi con le loro giovani punte umide si accendono; i licheni, come piccole bocche,
si ergono felici, le felci accolgono le gocce sulle loro braccia sottili e brillano.
Alla fine è Vittorio a decidere di cambiare sentiero e, oltre a nudi sparzi spinosi, si apre un laghetto:
l’acqua è ferma, punteggiata di pioggia, la vegetazione si specchia in verdi tenui da nuvole bianche
che si riflettono ammorbidendosi, una piccola rana si tuffa ingannando il silenzio.
Il bosco appare spontaneamente vivo, come vivo è il loro desiderio di abitarlo.