Fiumara Romei. Un luogo che allena la felicità (prima parte)
È mattina presto e mi trovo poco distante da casa, il sole sta appena risalendo il margine del paesaggio.
Attendo che raggiunga la piccola cascata e la porti in scena per fotografarla.
Mi incammino e arrivo al ponte, guardo l’acqua della fiumara Romei scorrere frizzante tra le rocce
della Valle delle Cascate di Mistretta. La ginestra, con il suo giallo sgargiante e la sua eleganza
selvatica, accende i Nebrodi di questo tempo. Resto seduta sul ciglio del ponte con le gambe nel vuoto
a osservare, tra le intime insenature della roccia, il movimento sensuale dell’acqua.
Cerco quel punto esatto in cui qualcosa dentro e fuori di me comincia ad allentarsi.
Mi avvio con calma, apro il primo “passo” e lo richiudo alle mie spalle, come si fa qui. Dove passare
è concesso e richiudere fa parte delle regole silenziose del luogo.
Poco più avanti incontro Lirio che conosco da tanti anni. È la sua campagna e si avvicina salutandomi
con affetto schietto, contento di vedermi lì. Apre il secondo passo per me e mentre lo fa trovo questo
gesto denso di accoglienza, mi accompagna esattamente dove la felicità è viva.
I pensieri più cupi perdono peso e iniziano a sciogliersi. E così la natura diventa il luogo in cui
ammorbidire quei fili tesi sotto pelle che frenano la mia energia. Qui mi sento accolta e nel ritmo
della bellezza sento di farne parte anch’io.
Mi piace il momento esatto in cui lo scroscio dell’acqua prende il posto dei pensieri.
Non mi piace la fretta che entra nei luoghi senza ascoltarli.
I cardi di ipnotico viola sembrano giocare a chi arriva più in alto. Su uno dei fiori si posa
la farfalla Vanessa cardui: la migliore modella mai incontrata! Si gira piano e apre le ali come
un piccolo trittico fiammingo: chiusa abbraccia la notte, aperta consegna alla luce la sua delizia.
Sposto lo sguardo verso le ginestre e noto una piccola rana brillare nell’acqua,
come in attesa di udire un canto per innamorasi ancora.